Le reti d’impresa e il paradigma dell’open innovation trovano, con la Legge 11 marzo 2026, n. 34 (“Legge annuale sulle piccole e medie imprese”), un incentivo fiscale strutturale pensato espressamente per le PMI. L’articolo 1 introduce, per il triennio 2026-2028, un regime di sospensione d’imposta sugli utili destinati al programma comune di rete, in un contesto in cui bandi europei, programmi regionali FESR e iniziative di corporate open innovation richiedono sempre più spesso forme aggregative stabili tra imprese.
Le reti d’impresa oggi
Al 3 marzo 2026 i contratti di rete costituiscono un’infrastruttura ampia del sistema produttivo italiano: 53.222 imprese hanno aderito a 10.466 contratti di rete. Questi numeri rendono chiaro che l’agevolazione fiscale della Legge 34/2026 non nasce nel vuoto: si rivolge a una platea già ampia di reti costituite e, al tempo stesso, incentiva nuove aggregazioni in vista di investimenti condivisi in innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione e transizione green.
Cosa prevede l’art. 1 L. 34/2026 per le reti di imprese
La Legge 34/2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2026 e vigente dal 7 aprile 2026, dedica l’articolo 1 alle agevolazioni fiscali per le reti di imprese. Il meccanismo è una sospensione d’imposta sugli utili destinati al programma comune di rete, con condizioni e limiti precisi che ricalibrano, in chiave attuale, la disciplina sperimentata negli anni precedenti.
CONDIZIONI E LIMITI — ART. 1 L. 34/2026 IN SINTESI
Ambito temporale. L’agevolazione copre i periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2026 e al 31 dicembre 2028: in pratica tre esercizi, in funzione della chiusura dell’esercizio sociale.
Soggetti ammessi. Imprese che sottoscrivono o aderiscono a un contratto di rete ex art. 3, commi 4-ter e ss., D.L. 5/2009. Sono escluse le reti che acquisiscono soggettività giuridica: il perimetro è quello delle reti-contratto con fondo patrimoniale comune o patrimonio destinato all’affare.
Oggetto. La quota di utili accantonata in apposita riserva vincolata — indicata in nota integrativa — e destinata al fondo patrimoniale comune per realizzare entro l’esercizio successivo gli investimenti del programma di rete non concorre alla formazione del reddito d’impresa.
Limiti quantitativi. Massimo 1.000.000 di euro annui per impresa. Plafond complessivo di finanza pubblica: 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027-2029.
Vincoli. La riserva non può essere utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite; la cessazione dell’adesione al contratto fa venir meno le condizioni di favore. Il programma deve essere preventivamente asseverato da organismi qualificati dell’associazionismo imprenditoriale o, in via sussidiaria, da organismi pubblici.
Decreto attuativo. Un decreto MIMIT-MEF, sentita l’Agenzia delle Entrate, deve essere adottato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge (7 aprile 2026), definendo criteri di asseverazione, monitoraggio del plafond e procedure di controllo.
Reti d’impresa, open innovation e bandi: un approccio integrato
L’agevolazione fiscale non è una misura isolata. Si inserisce in un sistema in cui bandi europei, programmi regionali e iniziative di corporate open innovation premiano strutturalmente la dimensione aggregata — e il contratto di rete è lo strumento con cui le PMI possono accedervi con una configurazione coerente.
Programmi europei
I bandi di Horizon Europe e dei principali partenariati europei richiedono partenariati transnazionali fra più soggetti con ruoli complementari — PMI, grandi imprese, organismi di ricerca, talvolta PA — valutando positivamente la capacità di co-sviluppo tecnologico e di gestione di progetti complessi. Una rete d’impresa permette alle PMI italiane di presentarsi con una governance formalizzata, un organo comune e un programma condiviso, facilitando il coordinamento nel partenariato e la gestione dei flussi economici e di proprietà intellettuale.
Programmi regionali dell’Emilia-Romagna e Lombardia
La stessa logica aggregativa è presente nei Programmi Regionali FESR 2021-2027 delle due principali regioni manifatturiere italiane, con strumenti operativi già attivi.
Implicazioni legali e organizzative: non solo fiscalità
L’innesto dell’agevolazione sulla disciplina ordinaria delle reti rende ancora più importante la qualità del contratto e della governance interna.
Controlli fiscali e rischio di recupero
La mancata corrispondenza tra programma asseverato, investimenti effettivamente realizzati e utilizzo della riserva espone al recupero dell’agevolazione, con interessi e sanzioni. È necessario predisporre un ciclo documentale completo: delibere societarie, contratto di rete e sue modifiche, documenti di asseverazione, contratti di acquisto e fornitura, rendicontazione di progetto, note integrative di bilancio coerenti tra loro.
Governance contrattuale della rete
Il contratto di rete deve disciplinare almeno: organo comune, poteri, regole decisionali e responsabilità; modalità di finanziamento del fondo patrimoniale comune; ripartizione di costi e benefici degli investimenti; regole su dati, know-how e proprietà intellettuale — con meccanismi chiari di titolarità, licenza interna ed eventuale concessione a soggetti terzi (Commissione europea, grandi imprese partner); condizioni di recesso, esclusione e ingresso di nuovi retisti, con attenzione agli effetti sull’agevolazione fiscale.
Adeguati assetti e controllo interno
Ai sensi dell’art. 2086 c.c., la partecipazione a una rete amplia il perimetro che l’organo amministrativo è tenuto a presidiare: impegni pluriennali derivanti da investimenti di rete e da bandi, rischi contrattuali condivisi con i partner, flussi informativi da e verso l’organo comune da integrare nel sistema di pianificazione e controllo. Un presidio formale di questi profili riduce il rischio di contestazioni sia da parte del fisco, sia da parte dei partner e dei soggetti finanziatori.
EMILIA-ROMAGNA
Bando per il sostegno a progetti di internazionalizzazione delle PMI e aggregazioni di PMI – 2026-2027 (azione 1.3.2) — Bando FESR per PMI singole o aggregate in Rete, ATI o ATS (min. 3 soggetti). Contributo a fondo perduto al 50%, maggiorazione del 5% per i progetti aggregati. Dotazione: 5 milioni di euro.
Bando STEP (azioni 1.6.1 e 1.6.2) — Investimenti produttivi e R&S in tecnologie critiche: deep tech, cleantech, biotech. Dotazione: 45 milioni di euro. Terza finestra aperta fino al 30 settembre 2026.
LOMBARDIA
Collabora & Innova — Partenariati da 3 a 8 soggetti (almeno una PMI e un Organismo di Ricerca). Agevolazioni tra il 40% e il 60%, fino a 5 milioni di euro per partenariato. Premialità per startup innovative, cluster tecnologici lombardi, sostenibilità ambientale.
Rafforza & Innova — Trasferimento tecnologico PMI-Organismi di Ricerca. Contributo a fondo perduto fisso di 30.000 euro. Aperto fino al 30 giugno 2026.
Tre mosse operative per le PMI
1 — Strutturare il contratto prima del decreto attuativo
Il decreto MIMIT-MEF deve essere adottato entro 60 giorni dall’entrata in vigore (7 aprile 2026). Le imprese che vogliono beneficiare dell’agevolazione nel primo esercizio utile devono avere il contratto sottoscritto e il programma asseverato prima della chiusura dell’esercizio 2026. Il margine operativo è stretto: vale la pena individuare i partner, definire gli obiettivi e avviare la bozza di contratto e programma ora — senza aspettare il decreto.
2 — Scrivere il programma di rete come un progetto “candidabile”
Il programma comune asseverato dovrebbe essere strutturato per work-package, milestone e deliverable, corredato da indicatori misurabili — tecnici, economici, ambientali — e coerente con i criteri di valutazione dei bandi target (innovatività, impatto, qualità del partenariato, scalabilità). Un programma costruito in questo modo riduce gli adattamenti necessari per candidarsi ai bandi FESR regionali o a Horizon Europe, capitalizzando il lavoro già fatto per la fiscalità.
3 — Presidiare governance e compliance nel tempo
Per sfruttare la Legge 34/2026 e i programmi di open innovation la rete deve: prevedere procedure di reporting dagli investimenti di rete verso gli organi di controllo delle singole imprese; mantenere allineati contratto, programma e prassi operativa aggiornando formalmente ciò che cambia; coordinare regole fiscali, civilistiche e progettuali in modo da non creare fratture tra esigenze del fisco, requisiti dei bandi e pratiche operative dei partner.
La Legge 34/2026 trasforma il contratto di rete in uno strumento fiscalmente conveniente e strategicamente rilevante per il triennio 2026-2028, innestandolo su una realtà fatta di oltre diecimila reti e più di cinquantamila imprese coinvolte. Per le PMI che vogliono crescere attraverso il paradigma dell’open innovation, l’occasione è duplice: utilizzare l’agevolazione per finanziare gli investimenti condivisi e presentarsi ai bandi con una struttura aggregata credibile, già allineata ai requisiti dei programmi più selettivi.
Strutturare un contratto di rete efficace — fiscalmente valido, governato in modo adeguato e orientato ai bandi — richiede un presidio legale integrato fin dalla fase costitutiva. Contattaci per una valutazione preliminare della tua situazione.
Il presente contributo è stato inizialmente elaborato con assistenza di intelligenza artificiale; la selezione dei contenuti e le conclusioni riportate sono frutto di valutazioni personali.